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Alimentazione per ovaio policistico

Ovaio policistico: cosa comporta

Chi ha l’ovaio policistico tende ad andare verso un’insulinoresistenza, ossia la diminuita sensibilità delle cellule all’insulina, ormone che si libera dopo che ingeriamo zuccheri; data la minor capacità delle cellule di utilizzare questo ormone, l’insulina rimane in circolo (iperinsulinemia) causando tutta una serie di conseguenze metaboliche: alti livelli di zucchero nel sangue, aumento dei trigliceridi e degli acidi grassi liberi, diminuzione del colesterolo ‘buono’ HDL, diminuzione della lipolisi (lisi degli acidi grassi), diminuzione della sintesi di proteine e riduzione del muscolo.

In definitiva, questo si traduce in una minor capacità di dimagrire connessa ad una maggior predisposizione ad ingrassare: la condizione è tanto più marcata quanto più spinta è l’insulinoresistenza.

Alimentazione corretta

La strategia alimentare migliore è quella di una dieta a basso carico glicemico, volta a creare quelle condizioni e quegli stimoli metabolici che frenino l’immissione di zuccheri e di insulina nel sangue.

Proprio perché una dieta a basso carico glicemico permette di migliorare l’insulinoresistenza, questo modello alimentare è consigliato anche alle donne normopeso con ovaio policistico: la lenta secrezione di insulina si riflette sulla produzione degli ormoni sessuali, Il basso carico glicemico permette anche di aumentare le possibilità di concepire, proprio per la sua azione diretta sull’insulina.

Il carico glicemico dipende dalla composizione di ogni singolo pasto: il riso ha un elevato indice glicemico, se mangiato da solo, ma se si mangia con verdure e/o carne o legumi, con olio extravergine di oliva come condimento, il carico glicemico sarà minore.

Alcuni consigli pratici

Per redigere un piano alimentare personalizzato, adeguato alle proprie esigenze anche per in vista di una gravidanza, si consiglia di rivolgersi al Nutrizionista; ci sono però alcuni comportamenti utili che possiamo attuare:

  • Utilizzare cereali integrali, meglio biologici. Anche i cereali mangiati a colazione sarebbe meglio fossero integrali.
  • Preferire la cottura al dente della pastasciutta; prediligere formati lunghi (spaghetti, tagliolini, lasagne non all’uovo…); meglio la pasta raffreddata.
  • La frutta sarebbe meglio consumarla con la buccia, e intera o sotto forma di macedonia.
  • Abbinare sempre primi piatti con fibra, grassi e proteine.
  • Fare attenzione alla quantità, perché se si mangia una porzione molto abbondante di orzo o di farro è meglio mangiarne una minore di pasta o riso.
  • Preferire il pane nero di segale alle altre tipologie di pane, soprattutto a quello bianco comune. Altrimenti, prediligere comunque pane integrale ai cereali.

Questi accorgimenti non devono essere considerati sostitutivi delle indicazioni del Medico. Per una dieta personalizzata si consiglia di consultare il Nutrizionista.